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… il proletariato, che non vuole farsi trattare come una canaglia, ha bisogno del suo coraggio, del suo orgoglio, della sua consapevolezza e della sua indipendenza, ancor più che del suo pane. K. Marx – F. Engels, 1847

Predicare è bene, se è per il capitale

Loro e Noi · 31/10/2026

La Chiesa, lo sappiamo, ha molte maschere, che riesce a indossare e mostrare a seconda della bisogna. Una di queste, quella attenta ai bisognosi, agli immigrati, agli ultimi della terra, attira ancora simpatie da ambiti della sinistra nostrana, più o meno antagonista.

Ma quando la lotta di classe latita, anche il volto più “di sinistra” della Chiesa si deforma più facilmente, assecondando logiche conosciute non proprio confacenti agli interessi dei lavoratori, ma molto in linea con gli interessi padronali.

E così veniamo a sapere che in azienda vi può essere un coach motivazionale per gli stanchi e demotivati salariati. Il 27 ottobre sul settimanale Buone Notizie del Corriere della Sera l’abate Brescianini ci spiega che «Dopo anni di seminario e di vita monastica […] sentivo il desiderio di condividere ritmi, dinamiche e sfide del mondo del lavoro. Ho scelto di farlo dall’interno di un’azienda. È stata un’esperienza intensa che mi ha portato oggi a collaborare con diverse imprese attraverso l’attività di coaching».

Con l’aria bonaria del prete di provincia, si possono evidentemente superare senza troppi pensieri la condizione di sfruttamento della classe salariata, i ritmi intensi di lavoro, la precarietà, le contraddizioni insanabili del rapporto capitale-lavoro. D’altronde, come ci insegna questo novello prete-operaio: «Siamo malati di velocità e di consenso, ma ciò che serve sono il ritmo e la consonanza».

Consonanza con le leggi del capitale, che ogni giorno stritola e divora masse di classe operaia, ritmo per sostenere una società fatta di squilibri, sperequazioni e guerra.

Noi siamo ben lontani da questa paciona e bonaria paccottiglia ideologica. Ai proletari oggi serve ben altro che armonia con la classe padronale. Servono strumenti emancipatori che possano un giorno spezzare le sue catene, non olio lubrificante per far girare meglio gli ingranaggi di un sistema, storicamente ormai fuori tempo massimo, che li schiaccia e spreme senza un domani.

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